Movimento Civico Nazionale
Giovani Uniti per l'Italia

Bonus Malus

In questa pagina si dimostra che l'assicurazione RC in formula "bonus malus": a) non è conveniente per gli assicurati; b) è molto conveniente per gli assicuratori; c) provoca effetti collaterali negativi a sfavore degli automobilisti.

Quando uscì la formula di assicurazione RC "bonus malus" pensai che finalmente le assicurazioni avevano fatto qualcosa di buono per sgravare le spese degli automobilisti. Ma ad un esame approfondito ho scoperto che con la formula bonus-malus gli incidenti di importo fino a due o tremila euro vengono in realtà pagati dall'assicurato. Questo è quello che si dimostra in questa pagina web. Nell'esempio pratico sotto riportato si assume che la variazione percentuale del premio assicurativo nel passaggio da una classe all'altra sia del 5%, tanto per fare cifra tonda.

Iniziamo prendendo in considerazione il "vecchio" sistema bonus-malus, che prevedeva 14 classi totali con ingresso in 7ma classe, e facciamo il caso tipico di un assicurato in settima classe che paga 1.000 euro/anno di assicurazione. Se nel 2010 non fa incidenti nel 2011 andrà in classe 6° e pagherà 950 euro/anno, nel 2012 andrà in classe 5° e pagherà 902.5, e così via scalando il 5% in meno ogni anno, come in colonna A della tabella riassuntiva sottostante.

anno A B differenza
2010 classe 7° 1000.00 classe 7° 1000.00 =
2011 classe 6° 950.00 classe 9° 1100.00 150.00
2012 classe 5° 902.50 classe 8° 1045.00 142.50
2013 classe 4° 857.37 classe 7° 992.75 135.38
2014 classe 3° 814.50 classe 6° 943.11 128.61
2015 classe 2° 773.78 classe 5° 895.96 122.18
2016 classe 1° 735.09 classe 4° 851.16 116.07
2017 classe 1° 735.09 classe 3° 808.60 73.51
2018 classe 1° 735.09 classe 2° 768.17 33.08
2019 classe 1° 735.09 classe 1° 729.76 -5.33
896.00

Se invece l'assicurato nel 2010 fa 1 incidente, nel 2011 andrà in classe 9° e pagherà 1.100 euro/anno, poi nel 2012 se non farà incidenti tornerà in 8° classe e pagherà 1.045 euro, nel 2013 sarà in classe 7° e pagherà 992.75 euro e così via, come da colonna B della tabella soprastante.

La tabella è stata calcolata supponendo che l'automobilista abbia fatto un solo incidente nel 2010, quando era in 7° classe e pagava 1.000 euro/anno di premio assicurativo. Nel 2019, come si vede, sempre se non fa altri incidenti, l'automobilista arriverà comunque in classe 1°, ma dopo aver pagato per 8 anni un premio ben superiore (vedi la colonna differenza).

Guardando la tabella esemplificativa sopra riportata, si deduce che se l'automobilista ha fatto un danno di 896.00 euro in pratica lo paga lui, a rate. Per danni fino a quella cifra gli conviene pagare a lui di tasca propria.

Appena accortisi che la formula bonus-malus era conveniente per gli assicuratori, questi hanno pensato di aumentare il numero di classi e di far entrare gli automobilisti novelli in 14° classe, incrementando in questo modo l'aggravio di premio per gli automobilisti che fanno incidenti, ed incrementando allo stesso tempo, come diretta conseguenza, gli introiti già elevati degli assicuratori. Vediamo come si prolunga l'agonia dell'automobilista che fa 1 incidente con l'ingresso in classe 14-esima:

anno A B differenza
2010 classe 14° 1000.00 classe 14° 1000.00 =
2011 classe 13° 950.00 classe 16° 1100.00 150,00
2012 classe 12° 902.50 classe 15° 1045.00 142,50
2013 classe 11° 857,37 classe 14° 992,75 135,38
2014 classe 10° 814,50 classe 13° 943,11 128,61
2015 classe 9° 773,78 classe 12° 895,95 122,17
2016 classe 8° 735,09 classe 11° 851,15 116,06
2017 classe 7° 698,33 classe 10° 808,60 110,27
2018 classe 6° 663,42 classe 9° 768,17 104,75
2019 classe 5° 630,24 classe 8° 729,76 99,52
2020 classe 4° 598,73 classe 7° 693,27 94,54
2021 classe 3° 568,80 classe 6° 658,61 89,81
2022 classe 2° 540,36 classe 5° 625,68 85,32
2023 classe 1° 513,34 classe 4° 594,39 81,05
2024 classe 1° 513,34 classe 3° 564,67 51,33
2025 classe 1° 513,34 classe 2° 536,44 23,10
2026 classe 1° 513,34 classe 1° 509,62 -3,72
1.530,69

Riassumendo: l'automobilista fa 1 incidente nel 2010 e paga la somma aggiuntiva di 1.530 euro in 16 comode rate annuali fino al 2026. Tanto vale che per incidenti fino a 1.530 euro l'assicurato paghi subito di tasca propria direttamente al proprietario della vettura danneggiata.

Ma la realtà è peggiore di quella presentata nella tabella sopra riportata per i seguenti motivi:

  • il premio assicurativo viene rivalutato ogni santissimo anno di circa il 7% per cui la differenza di premio anno per anno, nella tabella sopra riportata, è molto superiore: facendo brevi calcoli di matematica attuariale la somma di 1.530 euro si triplica
  • il premio annuale tipico per una vettura media non è mille euro/anno, ma di più

A farla breve il meccanismo bonus/malus arriva facilmente a far pagare diverse migliaia di euro in più all'automobilista che fa un incidente, non ne parliamo se fa più di 1 incidente. Con quelle migliaia di euro le assicurazioni paga la maggior parte degli incidenti tipici che si verificano, e ci guadagnano pure.

Quelle rare volte in cui l'incidente è di importo superiore allora si che l'automobilista ha convenienza effettiva a fruire del beneficio dell'assicurazione obbligatoria. Ma quando gli incidenti sono di importi considerevoli, le assicurazioni fanno sfoggio di tutte le loro abilità nel pagare il meno possibile, il più tardi possibile, e, sempre se possibile, cercano di non pagare affatto. Chi ci resta fregato è sempre l'automobilista, non certo le assicurazioni che, in qualsiasi caso, a seguito di precisi calcoli di matematica attuariale, impostano i premi in misura tale da guadagnare cifre da capogiro.

In caso di incidenti di piccolo importo, inoltre, l'automobilista colpevole ha la tendenza a non avviare la pratica di risarcimento perchè, pur non avendo fatto calcoli precisi, intuisce che a partire dall'anno prossimo pagherà di più. In questi casi la compagnia assicurativa risparmia un risarcimento, mentre l'automobilista danneggiato ci rimane fregato, specialmente se è più debole, o magari se non ha testimoni.

Un'assicurazione equa, in realtà, dovrebbe essere a premio fisso: ogni anno si paga sempre la medesima quota. In questo modo in caso di incidente l'automobilista colpevole non avrebbe ragione di tirarsi indietro nel risarcire la parte avversa.

Rimarrebbe da risolvere il caso delle truffe continuamente perpetrate dai soliti furbi a spese delle compagnie di assicurazione. Si potrebbe applicare uno "scoperto" ragionevole, magari dal secondo incidente in poi, ma in realtà le assicurazioni, se volessero, saprebbero individuare rapidamente i falsi incidenti. Basterebbe, come si fa per gli assegni scoperti, istituire una banca dati (comune tra tutte le compagnie) degli incidenti e dei furti. Notoriamente le truffe (falsi incidenti e falsi furti) sono perpetrati sempre dalle medesime persone (spesso appartenenti al ramo assicurativo) e dalle anomalie statistiche nella distribuzione degli incidenti si potrebbero facilmente individuare tali persone e, allora si, gli si potrebbe applicare un bonus malus e/o un forte scoperto.

Infatti normalmente un automobilista corretto non fa più di 3 o 4 incidenti in 40 anni. Invece ci sono altri automobilisti che una volta all'anno denunciano, ad es., il furto delle ruote e dei sedili. Oppure altri automobilisti che con auto vecchie di 10 anni provocano incidenti con grande importo di danni su vetture nuove e costose. Se un automobilista compie più di 1 "sinistro" di questo tipo in tutta la sua vita assicurativa è praticamente certo che sia un truffatore, specialmente se non esercita una professione o un lavoro normale (al di fuori del ramo assicurativo, comunque).

Si ringraziano i governi di tutte le epoche e tutti i parlamentari di tutte le legislature per averci donato questo mirabile sistema assicurativo e per lasciarcelo godere per il resto della nostra vita automobilistica.