Movimento Civico Nazionale
Giovani Uniti per l'Italia

La crisi greca

Nota aggiunta il 24/5/2012: la certificazione dei conti pubblici greci per il suo ingresso nell'Europa Unita fu fatta dalla Goldman Sachs nel periodo in cui Monti era loro consulente. Oggi è fin troppo chiaro che la certificazione fu fatta ad occhi chiusi. Ecco l'ambiente di estrazione di Monti.

Quando i signori al governo hanno bisogno di soldi in aggiunta a quelli che già spremono dalle tasche dei contribuenti, cioè sempre, ricorrono a diversi strumenti tra cui: aumento delle tasse esistenti, introduzione di nuove tasse, oppure danno direttamente mandato alla Zecca di stampare i nuovi soldi che servono. Poichè il nuovo denaro non è supportato da un vero aumento di ricchezza del paese, ne' in termini di lavoro che di risorse naturali, succede che il denaro circolante perde valore e, quindi, capacità di acquisto. Questa perdita di valore, è denominata "inflazione" ed è misurata in punti percentuali del rapporto tra nuovo denaro stampato e PIL (Prodotto Interno Lordo).

Il più importante tra gli accordi di Maastricht è stato quello in base a cui ogni governo che voleva aderire alla moneta unica europea doveva impegnarsi a contenere il tasso di inflazione annuale entro il 3%. In parole povere i governi dovevano impegnarsi a non stampare ulteriore moneta oltre una cifra pari al 3% del principale indicatore di ricchezza del paese, il PIL.

Il significato dell'accordo è evidente: ogni paese della moneta unica deve limitare la stampa di nuovo denaro entro una soglia, molto bassa, che non danneggi gli altri paesi con una economia più sana (cioè che sperperano meno denaro).

La Grecia ha aderito agli accordi di Maastricht, ha iniziato a stampare l'euro, ma non ha intrapreso alcuna misura per limitare la stampa di nuovo denaro entro la soglia del 3% annuale del PIL. Per diversi anni la Grecia ha presentato bilanci truccati agli ispettori dell'Unione Europea, ma ad un certo punto è stata scoperta. In Grecia si va in pensione a 55 anni, ci sono molti privilegi sociali inesistenti in altri paesi, e le spese del governo superano le possibilità derivanti dallo stato economico reale del paese. Risultato: per far fronte alle spese i governanti greci hanno stampato più denaro di quanto avrebbero dovuto. Conseguenza: l'euro si è svalutato.

Si fosse svalutato solo l'euro greco sarebbe andata ancora bene, ma purtroppo con gli accordi di Maastricht i destini di tutti i paesi della moneta unica sono strettamente legati, e l'euro si svaluta per tutti.

Il provvedimento che il commissario europeo per l'economia avrebbe dovuto prendere sarebbe stato quello di sganciare la Grecia dai paesi con moneta unica, Grecia colpevole di amministrazione finanziaria scellerata. Tutte le monete circolanti provenienti dalla Grecia avrebbero perso di valore, e ognuno di noi sarebbe dovuto stare attento, ricevendo il resto dei soldi per il caffè, a non farsi dare dal barista nichelini greci. Tutti coloro che al momento della cacciata della Grecia si fossero trovati in tasca monete greche sarebbero stati penalizzati. Però gli "euro" di tutti gli altri paesi avrebbero mantenuto intatto il proprio potere d'acquisto.

Ma, invece di cacciare la Grecia dalla moneta unica, gli altri governanti europei hanno cambiato le regole di Maastricht. E tutti noi abbiamo pagato i debiti della Grecia. Solo Angela Merkel ha avuto il coraggio di opporsi, ma il resto dei governanti europei l'hanno messa a tacere (perchè non è solo la Grecia a truccare i rendiconti, ed ogni nazione ha le proprie magagne da nascondere).

Ma allora cosa li fanno a fare gli accordi di Maastricht ? Per modificarli quando qualcuno non li rispetta ? Mi sovviene quasi Hitler, che diceva che "i trattati sono fatti per essere strappati". Roba da chiodi. (poveri noi.)