Movimento Civico Nazionale
Giovani Uniti per l'Italia

Disavanzo pubblico

L'origine del pauroso debito pubblico (ad oggi circa 1.900 miliardi di euro)

L'origine del disavanzo del governo italiano risale ai tempi della Democrazia Cristiana. Uno tra i diversi modi per ottenere voti alle elezioni era quello di promettere un posto nella pubblica amministrazione agli elettori interessati a questo "scambio". Una volta eletto, il deputato (o senatore) doveva mantenere le promesse altrimenti non avrebbe avuto più i voti dei beneficiati e dei rispettivi familiari. Dal dopoguerra e fino agli anni '90, questo meccanismo ha riempito le pubbliche amministrazioni di zavorra umana i cui effetti nocivi si risentono ancora (e soprattutto) ai giorni nostri.

All'inizio tutto funzionava bene. Se mancavano posti nell'amministrazione pubblica se ne creavano immediatamente di nuovi con apposita legge. Ma questo meccanismo non poteva ovviamente durare a lungo: la creazione di nuovi posti aveva ampiamente superato il limite della decenza ed andare oltre non era proprio più possibile.

Ma le elezioni ogni 5 anni esigevano qualcosa da dare in cambio per ai voti degli elettori, e quindi fu posto un primo rimedio: i concorsi-fiume. Il candidato non prometteva più il posto di lavoro, ma la vincita al concorso. Ma un tipico concorso aveva duemila vincitori e quaranta posti a disposizione. Gli elettori si sentirono truffati e questo tipo di "scambio" fu abbandonato.

Poichè non si potevano più creare nuovi posti di lavoro, e la vittoria al concorso non era sufficiente a soddisfare l'elettorato, occorreva assolutamente liberare i posti di lavoro esistenti. I politicanti di sempre ebbero il colpo di genio: fu varata una legge che stabiliva che gli impiegati pubblici potevano andare in pensione dopo 14 anni, 6 mesi e 1 giorno di servizio.

Mentre lo scopo di questo provvedimento era evidente anche ai bambini, non fu mai coperto da un paravento sociale che potesse giustificare tale legge. La cosa era veramente sfacciata, ma nessuno mai disse niente. Perchè gli impiegati dello stato potevano andare in pensione dopo così pochi anni di servizio, mentre gli operai nelle fabbriche dovevano sgobbare almento 35 anni ??? Neanche i sindacati dissero mai nulla: perchè le loro lobby sono sempre state colluse con le lobby del potere. Epperò tale legge è stata in vigore fino al 1997.

Nacque così la figura dei "baby pensionati": gente che a 35 anni era già in pensione con una aspettativa di vita di almeno altri 35 anni. Se anche la pensione fosse stata di sole 800 mila lire al mese, 35 anni di pensione volevano dire oltre 170 mila euro a persona che l'INPS si assumeva l'impegno di sborsare. Ma nei 14 anni e 6 mesi di lavoro del baby pensionato i contributi pagati saranno assommati al massimo a 30 mila euro, con una perdita netta per l'INPS di 140 mila euro pro capite.

Si noti che tutti, o quasi, i baby pensionati avevano (ed hanno ancora) un lavoro sul quale, essendo già in pensione, fino al 1996 non pagavano neppure i contributi pensionistici.

Questa gestione disinvolta della finanza della nazione ha portato ad un disavanzo INPS di circa due milioni di miliardi di lire nel 1999, sul quale gravano interessi che ormai superano il capitale, e tutto è pagato dallo stato italiano perchè se fallisce l'INPS fallisce praticamente lo stato intero.

I soliti politicanti (di destra e di sinistra) che si sono succeduti nel corso degli ultimi 15 anni hanno attuato (e stanno per attuare) una serie di provvedimenti per i quali si passa da un estremo all'altro del malgoverno. Uno dei provvedimenti doverosi è stato il passaggio dal sistema pensionistico "su base retributiva" a quello "su base contributiva". Il sistema su base contributiva, per il quale la pensione percepita è proporzionale ai contributi versati (e non ad altri parametri come l'anzianità e l'ultimo stipendio) è il sistema che avrebbero dovuto istituire i governanti della Democrazia Cristiana subito dopo il referendum monarchia/repubblica. Non fare questo passo è stato il primo dei disastrosi errori per cui oggi lo stato è in continuo fallimento ed è sempre in cerca di soldi.

Altri provvedimenti abbiamo visto intraprendere negli ultimi anni, come l'innalzamento dell'età minima di pensionamento, che è stato implementato gradualmente perchè altrimenti ci sarebbe stata una sommossa popolare.

E pensare che negli anni '80 e '90 per fronteggiare la disoccupazione i governanti promossero una serie di iniziative per favorire il pensionamento dei lavoratori già prossimi alla pensione. Nacque il famoso "scivolamento" per il quale se il lavoratore accettava di andare in pensione prima del tempo (liberando così il suo posto di lavoro a favore di un giovane) gli sarebbero stati concessi un certo numero di anni anzianità e di contributi gratuiti nonchè un bonus sulla liquidazione. Povera INPS. Due milioni di miliardi di lire di debito al 31/12/1999.

I politicanti di oggi si stracciano le vesti parlando degli errori del passato e prendono provvedimenti drastici per fronteggiare la situazione. Farisei. I politicanti di oggi sono esattamente quelli di ieri. Il disastro provocato da decenni di amministrazione criminale ricade inesorabilmente sulla collettività, su me, e su te che stai leggendo: pensaci quando vai a votare.